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mercoledì 3 giugno 2009

Scrutini di fine anno


Le pagelle stagionali

DONI: 5,5
Amnesia. Se la Roma ha incassato la bellezza di 61 reti (solo in campionato) significa che i problemi del reparto difensivo includono anche il portiere. A un'ottima parte centrale della stagione, il brasiliano ha fatto seguire una clamorosa inversione di tendenza, solo in parte spiegabile con l'infortunio al ginocchio che l'ha messo fuori causa da aprile in poi.
ARTUR: 5
Chi? La conferma che oltre che di un portiere, la Roma ha bisogno anche di un secondo portiere.
CASSETTI: 5
Ectoplasma. Tormentato da una sequela di infortuni impressionante, Marco si è ostinantamente rimesso in piedi ogni volta, ma la discontinuità nell'allenamneto non poteva non inficiare sulle sue prestazioni. Cassetti però non è quello di Firenze. Su questo non ci sono dubbi.
MOTTA: 6
Volenteroso. Arrivato a gennaio dopo la messa al bando di Panucci, il capitano dell'under 21 si è subito messo in evidenza per la personalità nell'affrontare tutti gli avversari. Visibilmente calato alla distanza, ha chiuso la stagione dando segnali di un preoccupante calo di concentrazione.
MEXES: 6
Corrente alternata. Il bel Phili ha regalato prestazioni da manuale e altre non all'altezza, giocate con una sufficienza che non è da lui. Da capire quanto possa aver influito la cronica assenza al suo fianco di Juan.
JUAN: 6
Lampi. Per quel che s'è potuto vedere fra un infortunio e l'altro, il capitano carioca non ha demeritato, almeno finché ha avuto Mexes come compagno di reparto. Per il resto, non si può che sospendere il giudizio.
LORIA: 4
Impresentabile. Quello che ha combinato a Udine e Reggio Calabria è roba che neanche i Pulcini (con tutto il rispetto per i Pulcini)
DIAMOUTENE: s.v.
Sorpresa. Nel senso che quando è stato annunciato, i giornalisti presenti a Trigoria non volevano crederci; qualche sporadica apparizione, di lui ricorderemo la preghiera durante i calci di rigore con l'Arsenal.
PANUCCI: 5,5
Bifronte. Se non fosse stato lui a togliere le castagne dal fuoco in più di un'occasione, a quest'ora parleremmo probabilmente di tutt'altra stagione. Pesa la sfuriata dopo Napoli-Roma, peraltro gestita come peggio non si poteva dalla società. Andrà via, chissà se dovremo rimpiangerlo
RIISE: 6,5
Promosso. Dopo qualche comprensibile difficoltà d'inserimento, l'ex Liverpool ha dato un ricco compendio di tutto il suo repertorio, culminato nel terrificante sinistro che ha lasciato secco Dida a S. Siro non più tardi di due settimane fa.
TONETTO: 5
Scarico. Bissare la stagione scorsa era impresa difficile anche per chi avesse qualche anno meno di lui; Spalletti non gli ha mai fatto mancare la fiducia, schierandolo anche quando non era al meglio, ma i risultati sono stati invariabilmente al di sotto delle aspettative.
DE ROSSI: 6,5
Combattente. E' lui l'anima di questa squadra, lui che le conferisce un senso quando sembra che l'abbia smarrito. In una stagione sfortunata, ancora una volta Daniele è fra i pochi a salvarsi; perché se c'è qualcosa da salvare lo si deve a lui.
PIZARRO: 6
Prezioso. Inizio di stagione tremebondo, il Peq è stato spesso invocato come il salvatore della patria. Il suo è stato comunque un contributo costante, sebbene i cambiamenti di modulo varati nel corso dell'anno gli abbiano ritagliato ruoli di volta in volta differenti.
AQUILANI: s.v.
Daje Albe'
BRIGHI: 7
Rivelazione. E chi se l'aspettava che l'unico romagnolo atipico in circolazione finisse per trasformarsi nel protagonista della cavalcata che fra novembre e metà febbraio ha fatto sognare una rimonta impossibile?
PERROTTA: 6-
Altalenante. Di lui si parla malissimo ('non gioca più dai Mondiali'), a nostro avviso sbagliando. Non è stata certo l'annata di SuperSimo, ma il disastro che molti credono di vedere è in realtà figlio del fatto che il suo gioco riesce a essere efficace solo se la squadra gira a mille. Altrimenti è un gregario.
BAPTISTA: 6
Luci e ombre. Il gol nel derby d'andata non può stravolgere un giudizio complessivo che non va oltre la sufficienza. Era stato preso perché facesse valere il fisico e talvolta è parso più fragile di Menez; anche sul suo rendimento ha pesato una serie non indifferente di infortuni.
TADDEI: 4
Fantasma. Non è Rodrigo quello che abbiamo visto quest'anno.
MENEZ: 5
Rimandato. Ha chiuso alla grande un campionato non all'altezza delle sue credenziali tecniche. L'impressione è che il piccolo Jeremy debba ancora crescere molto (il che non è un male).
TOTTI: 8
Chapeau. A chi lo dava per finito, il capitano ha risposto con una stagione quasi eroica, che l'ha visto lottare per la sua Roma come stesse difendendo quanto di più sacro ci sia. Grazie, Fra.
VUCINIC: 6
Croce e delizia. Ormai lo sappiamo, Mirko è così. Stralunato per natura, ha alternato partite da stropicciarsi gli occhi ad altre indisponenti. Se solo ci credesse di più...
MONTELLA: s.v.
Sfortunato. Molte apparizioni ma pochi minuti giocati per l'Aeroplanino, peraltro non assistito dalla buona sorte quando - come contro il Chievo all'Olimpico - avrebbe meritato il gol.
SPALLETTI: 5,5
Nervoso. Alla metamorfosi tattica con cui ha tratto la Roma fuori dal pantano in cui s'era cacciata a inizio stagione, ha affiancato una serie troppo lunga di sostituzioni sbagliate. Ma l'errore più grosso l'ha fatto all'Emirates: non si poteva affrontare l'Arsenal con quell'atteggiamento e sperare di spuntarla.
TIFOSI: 4
Cercasi pubblico disperatamente. L'ultima partita in cui hanno cantato dal 1' al 90' è stata Roma-Bordeaux, da brividi. Poi una contestazione 'per principio' e un silenzio inquietante quando la squadra avrebbe avuto bisogno di una mano. Bocciati.
DIRIGENZA: 5
Confusionaria. Dalla gestione ridicola del caso-Panucci (non c'è cosa peggiore del ripensamento) alla cronica mancanza di trasparenza nella comunicazione, non possiamo esimerci dal dire che a Trigoria andrebbero riviste tante cose. Questione di stile più che di persone.
VOTO COMPLESSIVO ALLA STAGIONE: 5,5
Mediocritas (sed non aurea). Male nei risultati, male nel gioco - salvo sporadiche occasioni - ci si chiede che fine abbia fatto la Roma che ha dato lezioni di calcio perfino al Real. La mala suerte non ha mai smesso di imperversare, è vero, ma qualche rimpianto resta. Consoliamoci: per certi versi un'annata così è irripetibile.

(a breve le pagelle della Primavera)