Il sequestro Solecki ha riportato alla ribalta la questione delle spinte separatiste presenti in territorio pakistano, nella fattispecie quelle radicate nella regione del Belucistan, situata nella parte sud-occidentale del Paese. Le controversie relative a quest'area affondano le loro radici alla fine del XIX secolo, quando l'istituzione della linea Durand divise le tribù di etnia beluci e pashtun stanziate in Afghanistan da quelle che vivevano in quello che in seguito sarebbe diventato il Pakistan. Dal 1947 le tensioni con l'Afghanistan hanno dato luogo a incidenti lungo il confine, anche se la crisi più grave è da situarsi tra 1961 e '63 con l'interruzione delle realazioni diplomatiche e commerciali tra i due stati. In quegli stessi anni si viene formando il primo movimento per l'indipendenza beluci, il Baluchistan Liberation Front (BLF), sotto la direzione di Jumma Kahn Marri, che svolge un ruolo di primo piano durante la crisi culminata nella rivolta armata del 1973. Condotta con l'appoggio iraqeno e duramente repressa dal governo guidato da Bhutto, l'insurrezione costò la vita a circa 15.000 civili, mentre i combattenti del BLF sopravvisuuti ripararono in Afghanistan, dove l'Iraq e l'URSS aiutarono in Fronte a riorganizzarsi. E sempre nel corso delle rivolte armate degli anni Settanta che nascono una serie di movimenti paralleli e più o meno direttamente collegati all'Unione Sovietica, alcuni dei quali, come il BLA (Baluchistan Liberation Army) ritenuti essere movimenti terroristici responsabili di numerosi attentati.
A complicare ulteriormente un quadro già piuttosto torbido, ecco il sinora sconosciuto Fronte Unito per la Liberazione del Belucistan (BLUF), dal quale provengono i sequestratori di John Solecki, che presenta più di un'anomalia. Innanzitutto la presa di distanza di tutti i leader dei principali movimenti separatisti, subito intervenuti per allontanare da sé qualsiasi sospetto di corresponsabilità; in secondo luogo la strategia del negoziato, che ha rifiutato ogni contatto con le Nazioni Unite, l'organizzazione per cui Solecki lavora. Elementi questi che hanno indotto a pensare che dietro la vicenda vi sia il coinvolgimento dei Talebani, interessati a gettare discredito sul nazionalismo beluci.
Il Belucistan è la più estesa fra le quattro province amministrative in cui è suddiviso il Pakistan e da quasi quarant'anni è teatro di conflitti per le risorse naturali che ospita, soprattutto gas e giacimenti minerari. Un altro motivo di tensione è la presenza in territorio beluci dell'importante oleodotto che risale dal porto di Gwadar sull'oceano indiano. Dal 2004 a oggi centinaia di persone sono morte nelle violenze divampate nel corso della ribellione separatista del Belucistan, ultimo atto di un conflitto destinato a riaffiorare periodicamente.
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